Versione ottimizzata per la stampa
Letture: ... - Mostre a Venezia - VE
| dove: | Palazzo Albrizzi - Capello Cannaregio, F.TA SAN ANDREA 4118, 30121 Venezia VE |
| data: | da venerdì 17 aprile 2026, alle 18:00 a sabato 17 aprile 2027, alle 20:30 |
| intrattenimenti: | |
| info sul luogo: | L'evento si svolge al coperto |
Qui trovi maggiori informazioni su questo evento |
|
| Organizzazione: | Itsliquid Group |
| Referente: | Itsliquid Group |
| E-mail: | Contatta il referente |
| Telefono: | 338757098 |
ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venice - Associazione Culturale
Italo-Tedesca, è lieto di annunciare l’apertura della VENICE INTERNATIONAL ART FAIR
2026. La mostra inaugurerà il 17 aprile 2026 presso Palazzo Albrizzi-Capello a Venezia e
resterà aperta fino al 30 aprile 2026.
VENICE INTERNATIONAL ART FAIR 2026 si concentra sul dialogo in continua evoluzione
tra corpo, identità e spazio, indagando come gli individui contemporanei percepiscono sé
stessi e si relazionano agli ambienti che abitano. Strutturata in due sezioni principali,
LIQUID ROOMS e FUTURE LANDSCAPES, la mostra riunisce artisti provenienti da
contesti culturali diversi, offrendo una piattaforma per esplorare la natura fluida dell’identità
e i confini mutevoli tra esperienza interiore e realtà esterna. Attraverso questo approccio,
la fiera invita il pubblico a confrontarsi con nuove prospettive sulla condizione umana,
riflettendo su come le identità personali e collettive siano continuamente modellate da
contesti fisici, sociali e concettuali.
Operando all’intersezione tra percezione interiore e immagine costruita, l’artista canadese
Janique Grenier, nota come Janiqueart, e la pittrice olandese Madelon de Keizer
condividono un interesse per la frammentazione e la ricomposizione del linguaggio visivo
come strumento per esplorare identità e tensione emotiva. Attraverso composizioni
stratificate che fondono intuizione e struttura, Janiqueart costruisce paesaggi simbolici in
cui volti e forme si dissolvono e si ricompongono in narrazioni fluide, mentre le geometrie
precise ma disturbate di de Keizer guidano lo sguardo attraverso ritmi di ordine e
instabilità, creando spazi che oscillano tra chiarezza e inquietudine. Entrambe le artiste
affrontano la trasformazione come processo visivo e psicologico, invitando lo spettatore in
un campo dinamico in cui la percezione è costantemente ridefinita.
Carine Hayoz sviluppa un linguaggio pittorico radicato nella complessità degli ambienti
urbani, traducendo i ritmi della città in composizioni architettoniche stratificate animate da
sottili presenze umane; nelle sue opere, l’artista fonde memoria e immaginazione,
costruendo narrazioni spaziali in cui luce, movimento e tensione relazionale coesistono.
D’altra parte, Costina Stan volge lo sguardo all’interiorità, avvicinandosi al corpo come
luogo di introspezione attraverso l’autoritratto, esplorando i delicati confini tra visibilità e
assenza, dove immagini minime ma evocative permettono all’emozione e all’esperienza
inconscia di emergere con silenziosa intensità.
Una raffinata sensibilità per la materialità e l’atmosfera permea il lavoro di John Ishmael,
riflettendo un impegno costante con colore, texture e consapevolezza spaziale, maturato
attraverso una pratica parallela tra arte e design. Le sue composizioni pongono in primo piano atmosfera e risonanza emotiva, generando superfici visivamente ricche che
risultano al contempo intime e immersive. Un’analoga attenzione all’equilibrio strutturale si
osserva nei dipinti di Claudia Dr. Kühn, la cui pratica, al contrario, estende questo
approccio sperimentale al materiale. Attraverso la costruzione di superfici stratificate e
tattili, le sue forme astratte emergono dall’interazione dinamica tra controllo e
imprevedibilità, indagando infine le dualità dell’esperienza umana attraverso materia e
gesto.
All’interno di questa esplorazione delle identità contemporanee, il lavoro di Silvia Mariani si
sviluppa come una meditazione poetica su assenza, memoria e desiderio, in cui figure ed
emozioni si collocano in un delicato stato sospeso tra presenza e scomparsa. Il suo
linguaggio visivo è intimo e narrativo, intriso di fragilità e tensione silenziosa, attraverso cui
cattura stati effimeri dell’essere; così facendo, invita lo spettatore in uno spazio
contemplativo in cui la ricerca di connessione e significato emerge gradualmente
attraverso il sottile intreccio di perdita, desiderio e speranza.
OPENING
17 aprile 2026 | 18:00 - 20:00
RSVP: info@itsliquid.com
Ingresso libero - Registrati qui
GIORNI DI MOSTRA
17 - 30 aprile 2026
Lunedì - Venerdì | 09:30 - 17:30
Palazzo Albrizzi-Capello
Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venezia