VISIONS - ANIMA MUNDI 2026, Venezia VE, 17/07/2026 - Veneto in Festa
 

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Dettagli evento:

lug 17 2026
lug 31 2026

VISIONS - ANIMA MUNDI 2026

17 luglio - 31 luglio 2026

Letture: ... - Mostre a Venezia - VE


Approfondimenti: INSERISCI un approfondimento
dove: Palazzo Albrizzi Capello
Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venice
info periodo: .
data: da venerdì 17 luglio 2026, alle 09:30
a venerdì 31 luglio 2026, alle 17:30
intrattenimenti:
info sul luogo: L'evento si svolge al coperto

Qui trovi maggiori informazioni su questo evento
Organizzazione: ITSLiquid
Referente: Luca Curci
E-mail: Contatta il referente
Telefono:
Descrizione evento:
ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venezia - Associazione Culturale Italo-Tedesca, è lieto di annunciare l'apertura di VISIONS, il terzo appuntamento di ANIMA MUNDI 2026. La mostra inaugurerà il 17 luglio 2026 presso Palazzo Albrizzi-Capello a Venezia e sarà visitabile fino al 31 luglio 2026. ANIMA MUNDI è l'energia vitale che scorre attraverso tutte le cose, la forza sottile che collega ogni forma di esistenza, dal naturale all'artificiale, dal visibile all'invisibile. Intesa fin dal Timeo di Platone come l'anima di un universo vivente, ritorna oggi come consapevolezza intuitiva di una rete invisibile ma attiva che sostiene la trasformazione, la coesistenza e il rinnovamento attraverso la materia, il tempo e la vita. È il ritmo sottostante che unisce gli ecosistemi, le entità umane e non umane, e bilancia la continua evoluzione del mondo. In questo contesto, artisti, designer e architetti sono invitati a esplorare come questa energia universale si manifesti oggi, indagando le sottili corrispondenze tra anima e corpo, umanità e natura, mondi organici e sintetici. Tra gli artisti selezionati, le composizioni a strati di Andrew R. Gibbs in "Cities of Change" esplorano l'impatto emotivo della trasformazione dei paesaggi urbani, dove l'architettura e la memoria collettiva si intrecciano per rivelare il fragile rapporto tra luogo e identità. Allo stesso modo, "City Layered" di Hiromasa Maeda interpreta lo skyline di vetro e cemento come un palinsesto di riflessi, prospettive mutevoli e tracce fugaci della presenza umana, suggerendo che le città acquisiscano significato solo attraverso chi le abita. Parallelamente, Nuvy Kim (N12Y.3) e Ilinca-Ruxandra Pipelea traducono l'esperienza interiore in forma materiale: attingendo alla precisione del suo background nell'arte orafa, le ceramiche e i dipinti di Kim trasformano una perfezione fratturata in anatomie ambigue e senza genere e in spazi psicologicamente carichi. Pipelea, al contrario, costruisce ambienti immersivi attraverso vibranti campi cromatici e texture riccamente stratificate, utilizzando il colore e l'accumulazione

gestuale per evocare i ritmi invisibili della natura, della memoria e della percezione emotiva. Una sensibilità calma e introspettiva attraversa l'opera figurativa di Dominika Łuszcz e Marga Garcia: i ritratti allungati e di ispirazione folk di Łuszcz contengono una trattenuta tensione psicologica e tracce culturali, mentre "Surrectio" di Garcia interpreta la figura come una rinascita femminile emergente – silenziosa, interiore e resiliente. Questa intimità di sentimento appare altrove nelle immagini meditative di Inna Stelmachowicz, dove il silenzio, la materia e la luce restituiscono momenti di onestà e tensione interiore, e nei dipinti intuitivi di Diana Rîmbu, che invitano alla riflessione e alla guarigione attraverso una risonanza emotiva radicata in un senso 

architettonico dello spazio. 

Il movimento, il ritmo e la trasmutazione della performance in immagine animano l'opera fotografica di Danny Johananoff, i cui studi a tempo di otturazione lento dissolvono la coreografia in correnti pittoriche che fanno percepire la tradizione come senza tempo; i gesti d'inchiostro su larga scala di Satyajett Salokhey catturano allo 

stesso modo l'impulso corporeo e il residuo subconscio, bilanciando controllo e spontaneità. Le tele di Asnaby Samuel introducono una controparte mitica e mnemonica: attingendo alle tradizioni orali del Sahara, la sua serie "Djinns" tratta i tamburi e le superfici come portatori di memoria e proiezione, dove l'attenzione e la presenza 

attivano ambigue forze spirituali. Infine, "A Dança do Vidro" di Filomena Parra offre una conclusione lirica: il vetro diventa luce sospesa e delicata coreografia, uno studio sulla fragilità e sulla fluidità che fa eco alla sobrietà formale e alla sottigliezza emotiva che attraversano l'intera mostra. 

 

video program

VISIONS offre un percorso coerente tra le pratiche visive contemporanee, 

ulteriormente arricchito da una grande selezione di opere di videoarte
Nei pressi di questo evento puoi:
Mangiare Bere Dormire Divertirti Rilassarti Informarti Altro

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